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CAPITOLO PRIMO
L’EBRAISMO MESSIANICO: UNA RASSEGNA
Tradizionalmente si ritiene che l’Ebraismo e la Cristianità siano separati e distinti.
Questa credenza oggi viene ad essere messa in dubbio da un numero sempre maggiore e in aumento di Ebrei che accettano come validi sia il Vecchio che il Nuovo Testamento.
Per questi Ebrei, il tanto atteso Messia è venuto già. Questi Ebrei Messianici stanno facendo l’esperienza di una relazione personale con il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Storicamente ogni volta che un Ebreo accettava il Nuovo Testamento, veniva ad essere rinnegato dalla famiglia e dagli amici come un volta-gabbana e un traditore. Veniva a trovarsi tagliato fuori dai suoi e ad essere considerato un Gentile. Contemporaneamente la Chiesa Cristiana accettava il nuovo credente e gli diceva, anche se non apertamente, che non era più un Ebreo. Veniva accettato come membro della Chiesa e la questione era sistemata dal punto di vista sia delle istituzioni cristiane che ebraiche.
Sebbene entrambi i gruppi vedessero queste religioni come distinte e differenti, la questione era ben più difficile per gli individui, o per le famiglie. Per queste famiglie non c’era motivo di indagare sui precetti e sulle ragioni che potevano aver determinato
il cambiamento del modo di sentire. Il trauma personale di solito era così grave e lo stigma così pesante, che il nuovo credente era grato per il rifugio che riceveva dalla nuova affiliazione ad una chiesa piuttosto che subire il rimprovero da parte delle sue conoscenze e della sinagoga. Era molto più comodo per tutti non indagare, tranne che per il convertito! Il biasimo che doveva subire di solito includeva anche un allontanamento dalla sua famiglia e dai suoi amici e, in alcuni casi, era anche cancellato dai registri con un servizio funebre.
Per circa 2000 anni la Chiesa Cristiana ha mancato di adempiere alla sua missione di
divulgare la buona notizia della venuta del Messia tra la popolazione degli Ebrei nel mondo. Ma ora è tempo di mutare la rotta.
Un punto dell’Ebraismo Messianico asserisce che quando un Ebreo accetta un Messia Ebreo, nato in terra di Ebrei, come era stato predetto dai profeti Ebrei delle Scritture Ebraiche, questo Ebreo non diventa un Gentile. Di fatto egli diventa un Ebreo “completato”, un Ebreo che crede che Gesù è il Messia. E lo crede non solo perchè ha la promessa di un Messia, ma perchè Lo conosce direttamente.
Mentre prima doveva rispettare riti e tradizioni per obbligo, ora li considera come aventi un significato più elevato. Li vede come espressioni di un piano più vasto voluto dal Signore. Le tradizioni ora contengono per l’Ebreo completato un senso ed uno scopo. Sono un collegamento con il suo passato culturale.
L’Ebraismo Messianico non è un nuovo culto che cerca di separarsi dal corpo dei credenti nel Messia. Anzi rappresenta una riconciliazione fra il credo nel Messia e il continuare ad essere Ebrei. Questo è importante quando si cerca di spiegare il Messia ad un Ebreo tradizionalista. Chi può essere un Ebreo migliore agli occhi degli Ebrei?
Diventando Ebrei migliori, interessandosi alle Scritture Ebraiche e allo Stato di Israele, come si può essere accusati dagli Ebrei tradizionalisti che accettare il Nuovo Testamento è un tentativo di assimilarsi ai Gentili? Inoltre il coro delle voci di tutti questi Ebrei Messianici che parlano delle loro vite trasformate comincia a farsi sentire e ciò aggiunge anche credibilità alla loro posizione di credenti nel Nuovo Testamento e riduce gli sforzi di coloro che vorrebbero tacciarli di fanatismo, come un piccolo gruppo di persone strane e alienate.
La ragione per cui la Chiesa ufficiale non ha avuto successo nel portare la buona notizia del Messia agli Ebrei, va ritrovata nel fatto che non ha avuto la capacità di rilevare un elemento caratteristico della psicologia ebraica. Cioè: per quanto irreligioso, ogni Ebreo sa di essere nato Ebreo e di voler morire Ebreo. Quindi chiunque cerchi di minare questo concetto, rappresenta una minaccia ed è destinato a fallire. Con una certa mancanza di sensibilità la Chiesa ufficiale ha sbagliato nell’insistere che gli Ebrei dovevano rinunciare; Nelle scritture non si trova nulla che affermi che gli Ebrei finiscono di essere Ebrei quando accettano il Messia.
Di fatto le Scritture confermano decisamente che gli Ebrei rimangono Ebrei quando hanno un incontro personale con il loro Signore. I primi seguaci del Messia continuarono ad andare al tempio e a celebrare le feste come avevano sempre fatto.
Saul di Tarso, dopo essersi cambiato il nome in Paolo, parlò di se stesso come di un Ebreo; non parlò mai di se stesso come di un ex-Ebreo e seguiva tutte le cerimonie di
purificazione richieste durante le abituali festività.
Inoltre Paolo suggerì a Timoteo di farsi cieconcidere per affermare la sua ebraicità, anche se chiunque ha fede nel Signore si rende conto che le forme esteriori nei riti sono
Secondarie. Non è con queste che si ottiene la apce interiore in questa vita e il riposo eterno nell’aldilà.
Un altro punto di confusione è che gli Ebrei presumono che tutti i non-Ebrei nella cultura occidentale sono Cristiani. Poichè loro sono Ebrei per nascita, ritengono che uno diventa cristiano per la stessa ragione. La maggior parte degli Ebrei non capisce che molte persone vanno in chiesa e fingono di esere cristiane, mentre in realtà mancano di quel sentimento soprannaturale necessario per diventare dei veri seguaci del Messia. Siccome gli Ebrei non sono in grado di notare questa distinzione, ritengono per certo che tutti quelli che frequentano una chiesa sono fedeli del Nuovo Testamento. Pensano che le opinioni in campo soirituale sono determinate dalla famiglia in cui si nasce. Raramente un Ebreo tradizionalista arriva a supporre che sia possibile avere un incontro personale con Dio.
Se si considera che per gli Ebrei, Cattolicesimo e Protestantesimo sono tutt’uno, è più facile comprendere che per loro il simbolo della croce è disgustoso e oppressivo. L’Inquisizione, l’Olocausto e la discriminazione raziale confermano i loro punti di vista.
Prima che gli Ebrei possano distinguere fra veri credenti e individui che solo nominalmente sono membri di una chiesa, dovranno aver avuto un incontro personale con il Signor Iddio. Ma d’altra parte è molto difficile che possano fare questa esperienza se i Gentili che sono credenti li mettono costantemente di fronte a quei simboli che impediscono di fare una equa valutazione del Nuovo Testamento.
Allo scopo di preparare una valida dimostrazione da presentare agli Ebrei senza rischiare di offenderli nelle loro idee, chi crede deve fare del suo meglio. Non dimentichiamo che per circa 2000 anni certi simboli della Chiesa non hanno fatto altro che portare gli Ebrei sempre più lontani dal loro Dio.
L’Ebreo Messianico si sforza di eliminare questi ostacoli. Il suo incentivo a dedicarsi a questa missione è molto accentuato dato che spesso membri della sua famiglia e amici non sono ancora entrati a far parte della nuova alleanza con Dio. Il suo intento è di rimuovere quei blocchi che precludono la via alla comprensione. Per questa ragione, nella conversazione cerca di chiarire e mettere in evidenza che certi concetti apparentemente cristiani non sono altro che concetti già ebraici basati sulle Scritture.
Per esempio il nome Gesù Cristo non è gradito: è come una spina conficcata nella gola degli Ebrei. Ciò è dovuto al fatto che tanto male è stato compiuto nel Suo nome da chi era seguace di una chiesa ma non aveva la minima conoscenza del Signore. Poichè tale nome mette gli Ebrei in difficoltà , perchè non chiamare alora Gesù con il Suo nome Ebraico che è “Yeshua Ha Mashiach”? In questo modo si elimina un ostacolo rimuovendo semplicemente la vergogna che è stata abbinata al Suo nome usando la lingua ebraica. Inoltre anche tecnicamente il nome Yeshua Ha Mashiach è più esatto. Quando i suoi seguaci parlavano del falegname della Galilea non dicevano “Ecco Gesù Cristo” Essi parlavano ebraico e aramaico quindi si rivolgevano a lui con il nome che gli era stato dato alla nascita.
Successivamente quando il Suo nme fu tradotto dall’ebraico al greco divenne “Hiesus Kristos” che è passato poi a tutte le altre lingue variando più o meno. La traduzzione letterale di Yeshua è “Salvazione”, e Ha Mashiach significa “il Messia” (l’Unto). Quindi Gesù Cristo letteralmente significa “La Salvazione è del Messia”. Non è più ragionevole e anche più gradevole parlare ebraico quando si parla agli Ebrei? Questa spiegazione può anche aiutare a chiarire il termine “Ebrei Messianici”. Visto che la parola “Cristiano” proviene dalla parola ebraica che significa Messia si può accettare di chiamare Ebrei-Cristiani gli Ebrei che credono nel Messia.
Qui di seguito ecco degli altri termini per sostituire queli che generalmente risultano poco graditi agli Ebrei tradizionalisti:
| Messiah Yeshua |
invece di |
Cristo Gesù |
| Ebreo Completato |
invece di |
Convertito |
| Credente nella Bibbia |
invece di |
Cristiano |
| Nuovo Patto |
invece di |
Nuovo Testamento |
| Palo o Albero |
invece di |
Croce |
Il termine “Cristo” non si trova nell Scritture ebraiche. “Convertito” è stato sempre abbinato all’idea di rinnegare l’Ebraismo. Similmente, poichè la croce è stata un simbolo delle persecuzioni degli Ebrei, perchè non usare il termine “albero” come si trova nel Vecchio Testamento?
Al di fuori delle differenze semantiche, la Bibbia chiaramente rappresenta gli Ebrei come un popolo diverso. Anche quando un Ebreo è completato ed è diventato parte del corpo del Messia, ha sempre una funzione particolare che lo distingue. Ogni parte del corpo ha una funzione diversa. Se il Signor Iddio non avesse voluto preservare gli Ebrei come un popolo particolare per una ragione particolare, certamente non si sarebbe preso la briga di far ciò. Nessun autentico figlio di Dio può osare di turbare quel che il Signire ha fatto tanto per preservare. Il ruolo particolare del popolo ebraico è stato quello di portare il Messia e la parola di Dio agli altri popoli del mondo; esso ha ancora questo ruolo. Gli Ebrei furono scelti per esere un popolo santo. Dio li chiamava la pupila dei suoi occhi.
Il Signore sta usando l’Ebraismo Messianico per un altro scopo. Per demolire quel muro di separazione che esiste tra Ebrei e Gentili e che esiste da secoli, al quale fa riferimento anche la Bibbia.
L’Ebraismo Messianico è la prova più evidente che essenzialmente non c’è differenza fra Cristianità e Vero Ebraismo, basati sull Bibbia. L’esistenza di Ebrei Completati dovrebbe spingere l’Ebreo tradizionalista e onesto a riesaminare I suoi vari criteri di valutazione in base ai quali stabilire che cosa è un Ebreo. Se è onesto con se stesso dovrà ammettere che nella società moderna un Ebreo può essere qualsiasi cosa, dal professore d’unversità al filisofo, dal drogato all’alcolizzato oppure un moralista o un buon-a-nulla, e pure essere ancora definibile Ebreo. E questo vale anche se non ha mai messo piede in una sinagoga.
Ma se una persona di origine ebraica legge giornalmente l’Antico Testamento, parla ebraico, è di retti principi e crede in Yeshua, i Rabini pretenderebbero di farci credere che questa persona non fa più parte della grande tradizione ebraica! A causa di questa supposizione, senza per altro alcun fondamento, gli Ebrei Messianici sono costretti a ridefinire la loro ebraicità. Infine attraverso una ricerca accurata nelle Scritture dell’Antico Testamento, un Ebreo deve ammetere che era la fede in Dio che distingueva i Patriarchi suoi antenati.
In tanti altri campi gli Ebrei hanno accettato la verità indipendentemente dalla sua provenienza. Elementi per la conoscenza sono stati presi da Omero, Aristotele, Platone, Milton, ecc., ma c’è un nome “Yeshua” che tradizionalmente viene rigettato dagli Ebrei. Cosa ha mai fatto di male? E perchè non si ritiene degna di un’analisi più accurata la sua saggezza? Dopo tutto Egli ha cambiato tante vite, è stato il fulcro di una grande religione e si è attirato le lodi di tanta gente! Perchè mai la sua filosofia che è coerente con le Scritture ebraiche non dovrebbe essere recepita dai discendenti del suo stesso popolo?
Oggi gli Ebrei illuminati hanno cessato di mettere su questo uomo della Galilea tutto il biasimo per delle atrocità commesse da miscredenti che si autodefinivano, falsamente, Cristiani. Il Giudaismo oggi riconosce Gesù come uno dei suoi profeti. Sebbene molti altri si siano autodefiniti dei messia, è difficile trovare qualche nome che si ricordi per meriti speciali. Ci sono stati dei capi militari che hanno cercato di conquistare il mondo fra cui Alessandro, Cesare, Napoleone e anche un piccolo caporale chiamato Hitler, ma sono tutti finiti piuttosto male.
Uno soltanto può dire di aver conquistato il cuore di tanti. E non lo ha fatto con la forza o grazie al suo potere politico, ma soltanto grazie al Spirito di Dio. Oggi come nel primo secolo se chiediamo ad un Ebreo: “Cosa pensi di quest’uomo Gesù?” la risposta sarà la stessa di sempre: alcuni Lo accettano, altri Lo rigettano. Il Messia non venne per una sola generazione, ma per tutte le generazioni. Per alcune persone il Mesia è arrivato; per altre non è ancora visibile. Egli è venuto soltanto per le persone che credono alla Parola di Dio.
Guardando ai libri di storia si vede che la Chiesa ufficiale ha cercato di persuadere il mondo che quelli che credono nel Nuovo Testamento sono separati dagli Ebrei che credono nell’ Antico Testamento. In realtà non si può comprendere totalmente la fede cristiana se la distacca dai suoi fondamenti che sono nell’Antico Testamento. La fede cristiana dipende dalla Bibbia ebraica. Soltanto questo dovrebbe essere sufficiente ad estirpare l’erronea convinzione che il vero Ebraismo e la vera Cristianità sono in oposizine l’una all’altra.
L’unica posibile eccezione è rappresentata dal vangelo di Luca, poichè la sua origine etnica non si conosce con esattezza. Gesù era Ebreo ed Ebrei erano i suoi 12 discepoli. La prima comunità cristiana fu costituita tutta da Ebrei, e il primo grande maestro dei Gentili, Paolo, era Ebreo. Oggigiorno l’Ebraismo Messianico sta semplicemente riprendendo le fila al punto in cui i suoi progenitori del primo secolo le avevano lasciate.
Ciò che rese così aliena la fede cristiana agli Ebrei, è stata la lingua greca con la sua tendenza occidentalizzante. Nella lingua ebraica, e nel contesto della storia ebraica, la teologia originale, i suoi concetti e le sue idee risultano più comprensibili. Anche il Nuovo Testamento dice esplicitamente che tutti quelli che credono nel Messia sono “figli di Abramo” per fede. Paolo li chiamò “il vero Israele” Secondo Paolo, per mezzo del quale il mondo dei Gentili doveva ricevere la buona notizia che Yeshua è il Messia, quando un Gentile accetta la fede di Abramo diventa seguace del Giudaismo biblico. In un certo senso questo può sembrare un paradosso, perchè numericamente ci sono più Cristiani che Ebrei contandoli sulla base delle denominazioni comunemente riconosciute, ma il Signore Iddio non si lascia certo impressionare da questo. Dal Suo punto di vista, il Nuovo Testamento non è altro che una continuazione dell’Antico Testamento. È veramente sorprendente notare quanto sia diventato distorto il nostro modo di pensare, con il passare dei secoli. Ma il Signor Iddio deve avere uno scopo per aver permesso tutto ciò. L’Onnipotente non pianificò di dare il Suo Messaggio ad un piccoli gruppo di Semiti in un angolo del mondo. Un Dio giusto e misericordioso non vuole certo lasciare tutto il resto dell’umanità escluso da una relazione personale con Lui. È interessante immaginare che cosa sarebbe successo se gli Ebrei avessero riconosciuto sin da allora che Yeshua era il Messia. promesso.
I Gentili hanno un debito di riconoscenza verso gli Ebrei per aver ricevuto da loro la Parola di Dio. Secondo il Nuovo Testamento poi gli Ebrei riceveranno la Parola di Dio per la misericordia dei Gentili.
Gli Ebrei allora saranno grati ai Gentili, e nessuno dei due sarà in svantaggio. Avranno riconoscenza l’uno per l’altro. In questo modo Dio avrà reso tutti gli esseri umani fratelli.
Solo un Dio giusto e imparziale poteva concepire un simile piano.
Il fatto che gli Ebrei siano sopravvissuti è la prova più evidente della validità della Bibbia. Non c’è altro popolo così limitato nel numero, che abbia avuto per tanto tempo tante avversità e le abbia superate. Il Signore avrebbe potuto facilmente eliminare del tutto un popolo con così poche qualità. Ma il Signore doveva mantenere la promessa fatta ad Abramo. Dato che la profezia biblica per gli Ebrei è di sopravvivere nonostante le avversità, è ragionevole pensare che il Signore avesse uno scopo per questa loro conservazione. Se gli Ebrei non sopravvivessero nelle aversità come potrebbe il Signore mantenere la promessa fatta ad Abramo. Isacco e Giacobbe? Gli Ebrei stanno a rappresentare, come un monumento che resiste alle intemperie, la validità della Sacra Parola di Dio. Perchè mai gli Ebrei dovrebbero smettere di essere Ebrei quando accettano il loro Messia? Le Scritture non dicono in alcun punto che gli Ebrei devono rinunciare alla loro antica tradizione. Il desiderio di continuare ad essere Ebrei è quello che ha mantenuto vitale il popolo ebraico; un grupo distinto e separato che si è preservato nei secoli.
Se non ci fosse più un popolo con delle sue riconoscibili particolarità come potrebbe essere mantenuta la promessa che il Signore fece ad Abramo a riguardo della terra di Israele? Nè ci sarebbe alcuno scopo a venerare un Dio che non mantiene la Sua Parola.
Il nemico di Dio, Satana, comprende pienamente l’importanza del popolo ebraico nel piano del Signore. Per questa ragione infatti Satana ha sempre cercato di fomentare l’antisemitismo. Il diavolo sa che se riuscirà a distruggere questo antico popolo, sarà anche riuscito a mettere in dubbio la premessa che il Signore aveva fatto agli Ebrei, cioè che avrebbero continuato a sopravvivere.
Nessun altro popolo può dirsi discendente dalle 12 tribù che fanno capo a Giacobbe. Non è quindi più che ragionevole pensare che, se ci deve essere un’evangelizzazione del mondo da parte di queste dodici tribù, come predice la Bibbia, esse siano da identificarsi con gli Ebrei?
Alcuni credenti assumono un atteggiamento legalitario e sono contrari ad ogni cambiamento. Ma tutte le Scritture quando si interpretano troppo letteralmente, si viene a perdere lo spirito che le pervade e diventano oscure. È innegabile che il Messia Yeshua si fece sostenitore di un cambiamento nelle operazioni del Tempio e della visione di Dio da parte dell’umanità. E anche Paolo non sostenne forse che in effetti non era necessario per i Gentili seguire tutte le cerimonie ebraiche? Eppure Paolo era un radicale. Ma sostenne che i Gentili non dovevano diventare Ebrei per accetare il Messia. Quello che Paolo sosteneva come l’aspetto più importante era la condizione del cuore cioè la purezza dei sentimenti. Ora la situazione è capovolta. I Gentili rappresentano la maggioranza, sono quelli che dettano I canoni delle cerimonie di culto. Paolo probabilmente oggi direbbe che quel che più conta è lo stato d’animo ossia il sentire profondamente un rispetto per la fede ebraica e non per simboli e riti.
Il tempo ha mostrato che questo punto di vista à saggio. Il tempo darà anche ragione a chi saggiamente decide di lasciare che gli Ebrei continuino a rimanere Ebrei.
Su questa linea di pnsiero ci fu una domanda posta al grande saggio Gamaliele il quale era il principale studioso del primo secolo in Israele. Qualcuno gli chiese del movimento Messianico che fermentava intorno al falegname della Galilea e circa i Suoi Miracoli. La gente si chiedeva se Yeshua era sostenuto da Dio o da Satana. Gamaliele rispose che se Egli era mandato da Dio, nulla avrebbe potuto impedire a questo movimento di insediarsi. Ma se invece non era mandato da Dio, il movimento si sarebbe disintegrato spontaneamente. Il Movimento Messianico si rafforzò come era la volontà del Signore. Questa può essere vista come una prova inoppugnabile e ugualmente avverrà per il moderno Ebraismo Messianico.
Una simile manifestazione di saggezza non è dettata da opinioni personali. Studiosi e cultori della Bibbia hanno sempre fatto un lavoro coscienzioso e accurato per fornire dei commenti sulle Scritture. Le loro opinioni sono state organizzate e raccolte in quei volumi che sono noti come il Talmud, il Midrash e la Mishnah.
E fin qui non c’è nulla di sbagliatoche degli uomini si scambiassero dei punti di vista sulle Scritture ispirate da Dio. Molti dei loro studi erano interessanti. Sfortunatamente, alcuni studiosi Ebrei dettero tanta importanza ai commentari del Libro, che talvolta si trovarono a dare minore importanza al Libro stesso.
A volte non fu quasi più possibile distinguere dove finiva la scrittura autentica ispirata dal Signore e dove cominciava l’opnione dei rabbini. In seguito questi commentari divennero la base per lo sviluppo delle pratiche ebraiche. In effetti, la maggior parte di quel che oggigiorno costituisce il Giudaismo tradizionale è più che altro derivato dalle opinioni personali di rabbini. In seguito non fu fatta più quasi alcuna distinzione tra ciò che era scritturale e quelle che erano le opinioni dei rabbini. In realtà questi scritti sono diventati la base per le pratiche rituali del Giudaismo e sono rimaste nel moderno
Giudaismo tradizionale a cui sarebbe più opportuno attribuire la definizione di “rabbinismo”.
Molti dei sostenitori del Giudaismo tradizionale non si rendono neanche conto di quante delle loro tradizioni derivano dai commentari dei rabbini, invece che da comandamenti biblici. La pratica di mettersi lo zucchetto in testa, tradizionale copricapo per gli uomini (Yarmulke) è un esempio. È stata iniziata dai rabbini; non era tra le istruzioni date da Dio. Doveva essere una pratica solo temporanea introdotta per soddisfare la necessità di una copertura per il Kippur.
Quando il secondo Tempio di Gerusalemme fu distrutto da Tito e dalle legioni romane nel 70 d.C., la comunità degli Ebrei tradizionalisti si trovò di fronte ad un dilemma. Le Scritture richiedevano sacrifici di sangue come condizione unica per ottenere il perdono del Signore Iddio. Nel libro del Levitico (17:11) Dio aveva detto “…Per questo vi ho ordinato di porlo sull’altare per fare l’espiazione; perchè il sangue è quello che fa l’espiazione, mediante la vita”.E questo doveva essere compiuto dai discendenti di Aronne sull’altare nel Tempio di Dio. Quando il Tempio e l’altare furono distrutti, anche tutti i documenti che potevano far rintracciare i discendenti di Aronne furono perduti. I Rabbini sapendo che era richiesta un’espiazione con il sangue come copertura, inventarono la copertura della testa per ottenere il perdono dei peccati. È così che iniziò la tradizione di coprirsi la sommità del capo con quel particolare cappello chiamato yarmulke. Ma in effetti quello che era stato ordinato per l’esodo dall’Egitto era un sacrificio con il sangue e non un copricapo. E sebbene questa norma fosse da adottare
Solo temporaneamente, fino alla ricostruzione del Tempio, è diventata obbligatoria nelle sinagoghe ortodosse e conservatrici. Ma questa copertura per i peccati non è quella riconosciuta valida dal Signore. Una volta che Egli ha stabilito delle regole non sono più negoziabili. Il Signore aveva detto che era necessario il sangue (Levitico 1:5; 17:11) quindi anche se un milione di Rabbini la pensano diversamente, non potranno cambiare ciò che è stato stabilito dal Signore.
Anche la Chiesa ufficiale talvolta ha adottato delle nuove regole introdotte ad hoc. Come per gli scritti dei Rabbini si vede che ci sono le buone intenzioni e spesso assumono forza di legge nell’ambito di una particolare denominazione.
Le distorsioni nelle interpretazioni delle Scritture hanno fatto delle vittime, come tali gli Ebrei Messianici riescono subito a vedere quando l’opinione di un “dottore” si allontana dalle Scritture. Mentre è necessario che continuino gli studi sulle Scritture tuttavia non devono proporsi come spiritualmente autorevoli. E principalmente, quando l’opinione di uno studioso è in contrasto con le Scritture, dovrebbe essere trattata come un errore anche se è stato determinato dalle migliori intenzioni.
L’Ebreo Messianico accetta la Parola di Dio e il suo contenuto costituisce la base del suo credo. Le Scritture sono viste come sostanziali per il possesso della terra d’Israele da parte degli Ebrei, per la sopravvivenza del popolo ebraico e come la garanzia dell’alleanza eterna con Dio.
È una convinzione basilare degli Ebrei Messianici che il Vecchio e il Nuovo Testamento furono ispirati dal Signore e che sono in realtà un unico messaggio.
Nel Nuovo Testamento non ci sono precetti che contraddicono il Vecchio Testamento. Poichè l’Ebraismo Messianico si fonda sulla Bibbia sarà utile riesaminare alcune ragioni di questo fondamento.
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