CAPITOLO X

CAPITOLO X
IL PROFONDO SIGNIFICATO DELLE FESTE EBRAICHE

La gente spesso dimentica che “giorno di festa” significa giorno da dedicare solennemente a manifestazioni di culto sacro come veniva fatto sin dai tempi più antichi.

Nelle congregazioni Messianiche quindi, celebrando le sante feste ebraiche, non solo se ne rispetta il significato tradizionale, ma vi si include il più alto significato che viene immesso dal Nuovo Testamento. In tal modo un rituale che potrebbe anche apparire privo di significato viene ad essere visto come una premessa di eventi futuri.

Nel Vecchio Testamento erano già prescritte in gran parte le cerimonie per varie occasioni. Però con il passare dei secoli i Rabbini hanno anche aggiunto degli abbellimenti. Gli Ebrei Messianici credono che le cerimonie devono essere osservate più rigorosamente rispettando le Scritture e non le aggiunte rabbiniche. Il Signore aveva detto che le festività dovevano essere come uno statuto per sempre, per tutte le generazioni future.

LA PASQUA -PESAH

Il dodicesimo capitolo dell'Esodo dà una completa descrizione della prima Pasqua e come si debba osservare è comandato nel Levitico al capitolo 23:5-7. Secondo queste istruzioni il primo e l'ultimo giorno di questa festività di sette giorni dovevano essere considerati sacri. Durante questo periodo bisognava mangiare del pane non lievitato. Tradizionalmente, ciò era fatto per commemorare l'esodo degli Israeliti dall'Egitto. Infatti avevano dovuto fare così in fretta per fuggire che non avevano potuto aspettare che il pane che stavano preparando avesse il tempo di lievitare. Oggi il pane che si mangia durante i sette giorni in cui si osserva la Pasqua deve essere non lievitato, cioè pane azzimo (matzàh).

Nel Nuovo Testamento il Messia paragona se stesso a questo pane quando stava celebrando la Pasqua con i suoi discepoli. Vale la pena di notare i paralleli. Il lievito è il simbolo del peccato. Si gonfia, fermenta e inacidisce. Il Messia non era gonfio di orgoglio, come non era lievitato il pane azzimo che stava mangiando. Entrambi hanno buchi per essere forati. Le righe sull'azzima ricordano le striature sul dorso del Messia per le frustate sopportate. Durante il Sèder1 della Pasqua (come nell'Ultima Cena) tre pezzi di azzima si depositano in un tovagliolo. Il pezzo di mezzo viene spezzato come fu anche per il corpo del Messia. La metà di questo pezzo di azzima viene nascosta e aspetta di essere scoperta. Non è forse così anche per il Messia? Chiunque lo cerchi veramente lo può trovare. Il pezzo di mezzo è chiamato “afikomen”. Il termine che è ancora oggi usato proviene dal greco e significa “io sono venuto”, e nella forma del participio presente, “afikomenos”, il significato è quello di “colui che viene” con tutta la non trascurabile carica di azione che in lingua italiana questo modo verbale comporta: “il veniente”, “colui che viene”.

Quando Yeshua porse a Giuda l'issopo dopo averlo intinto nell'acqua salata, stava in realtà facendo un gesto che per tradizione viene sempre fatto durante la celebrazione della Pasqua ebraica. Da 3500 anni si ripete questa tradizione di intingere un gambo di sedano o di un'erba amara nell'acqua salata, il che rappresenta il ramo di issopo che fu intinto nel sangue e fu usato per segnare le porte e gli stipiti per fare scampare i primogeniti delle famiglie ebree.

Uno dei salmi che si cantano per questa festa è il Salmo 118:22-29 e uno di questi versi dice: “La pietra che fu scartata dai costruttori è diventata la testata d'angolo.” Verissimo. Il salmista previde con mille anni di anticipo che la pietra d'angolo della fede ebraica doveva venir scartata dai costruttori della fede (gli Ebrei).

Poiché il Messia doveva divenire la pietra d'angolo della fede, Egli doveva anche divenire la base su cui ogni altra cosa si fonda e da cui deriva il suo significato. Una forte pietra d'angolo è fondamentale per una costruzione solida. Si tramanda nel Nuovo Testamento che dopo quel particolare Sèder di Pasqua (l'Ultima Cena), si cantarono i tradizionali Salmi.

Durante l'Ultima Cena, Yeshua prese una coppa di vino. Nel Sèder tradizionale si prendono quattro coppe di vino. Il Messia paragonò il Suo sangue al vino. Nell'atto di bere la coppa Egli accettava il Suo destino. Sapeva anche che così firmava la Sua sentenza di morte. Egli aveva accettato il volere del Padre per riconciliarlo con il mondo.

Come in tutti i testamenti non ci sono beneficiari finché qualcuno non muore, così anche il Nuovo Testamento non fu suggellato fino alla morte di Yeshua. Indirettamente Yeshua diceva a Giuda: “Ora possono pure venire a prendermi.” Yeshua disse che non avrebbero più bevuto il vino insieme fino a quando non si sarebbero ritrovati nel Regno di Dio.

Un altro simbolo biblico è l'agnello pasquale. L'osso della coscia è usato nel Sèder. Come si ricorderà dalla storia della Pasqua il Signore Iddio aveva detto:

“Manderò ancora una piaga al Faraone e all'Egitto e poi vi lascerà partire ... Verso mezzanotte io uscirò attraverso l'Egitto: ... e ogni primogenito nel paese d'Egitto morirà.” (Esodo 11 e 12)

È opportuno a questo punto rileggere il capitolo 11 e 12 dell'Esodo. Si noterà come il sangue dell'agnello fu applicato all'architrave e agli stipiti ai lati della porta. E che proprio del sangue era necessario per essere risparmiati dall'angelo della morte. Il Messia non fu proprio come un agnello? Egli era mite come un agnello e non oppose resistenza.

Bethlemme dove Yeshua nacque era la città in cui si allevavano gli agnelli sacrificali. Egli fu sacrificato proprio durante la festa della Pasqua che è, come già ricordato, la commemorazione della piaga che il Signore mandò all'Egitto e risparmiò i primogeniti del suo popolo, come aveva stabilito, e che gli Ebrei avevano osservato per generazioni e continuano ad osservare sempre nello stesso modo con un agnello in ogni famiglia, proprio come il Signore aveva ordinato. L'Ultima Cena di Yeshua era infatti un Sèder di Pasqua.

La tradizionale osservanza di questa festività da parte degli Ebrei dovrebbe essere in effetti chiamata la festa degli azzimi perché non si fa più sacrificio di un agnello e non c'è la presenza del sangue per l'espiazione. E le usanze aggiunte dai Rabbini come quella di sdraiarsi su un divano, di indossare una bianca veste e le quattro coppe di vino, non hanno nessun particolare valore per il Signore Iddio.

PENTECOSTE – SHAVU 'OT

L'usanza ebraica di contare sette settimane dalla Pasqua è basata sul comandamento dato da Dio e di cui si parla nel capitolo 23:15-21 del Levitico:

“Dal giorno dopo il sabato, cioè il giorno che avrete portato il covone da offrire con il rito di agitarlo, conterete sette settimane complete.Conterete cinquanta giorni fino all'indomani del settimo sabato e offrirete al Signore una nuova oblazione.”

Così gli Ebrei dovevano contare 49 giorni dal secondo giorno della Pasqua. Il cinquantesimo giorno era la Pentecoste. A questa festività si fa riferimento anche come la festa del raccolto del grano o la festa del giorno dei primi frutti (Le Primizie).

Nel giorno di Pentecoste due pani fatti della farina migliore e cotti con il lievito, venivano agitati (o meglio, ondeggiati) davanti al Signore Dio. In questo si potrebbe vedere il significato metaforico dei due pani che simboleggiano uno gli Ebrei e l'altro i Gentili che costituiscono insieme il corpo del Messia. In questa occasione si dà lettura del libro di Ruth poiché vi si narra del raccolto e dimostra come Ruth, che era del popolo Moabita, divenne per fede parte del popolo Ebraico.

Nel Deuteronomio al capitolo 16:9-12 e 16-17, si spiega come questo era un tempo di offerte sacrificali al Signore secondo quanto ognuno aveva la possibilità di fare. Era di solito un periodo di grande gioia per il buon esito del raccolto. Anche in Esodo 34:22-24 e in Numeri 28:26-31, si fa riferimento alla festa di Shavu 'ot.

Si sa anche che l'apostolo Paolo manteneva e rispettava l'osservanza delle feste ebraiche mentre predicava fra i Gentili. Per esempio in Atti degli Apostoli 20:16 egli dice di voler andare a Gerusalemme per celebrare questa festa. Prima che gli Ebrei si disperdessero Shavu 'ot era una festa molto famosa. Dopo la dispersione comunque la principale enfasi della festa diminuì come festa del raccolto. Venne a commemorare il giorno in cui Mosè ricevette le Tavole della Legge che secondo i calcoli dei Rabbini era proprio il giorno di Shavu 'ot.

Era il giorno di Shavu 'ot quando i discepoli di Yeshua erano radunati in una stanza superiore di una casa di Gerusalemme in attesa del ritorno del Messia. Lo Spirito Santo del Signore discese su di loro dando loro il potere di annunziare la buona novella sul Messia. La buona novella era che Egli aveva debellato Satana, conquistato la morte ed era risorto il terzo giorno. Questo potere si era manifestato con molti doni miracolosi che erano la prova evidente della presenza soprannaturale di Dio fra gli uomini. Al giorno d'oggi come nel primo secolo la Chiesa sta mostrando un rinnovato interesse nella potenza soprannaturale del Signore. È chiaro che quando il Signore versa in abbondanza il Suo Spirito Santo si accellera il processo di convinzione delle anime, c'è come un “raccolto” spirituale della festa di Shavu 'ot. Un raccolto di anime per il Signore.

IL CAPODANNO – ROSH HASHANA

I Rabbini cercarono di modificare il calendario per compensare le differenze che si determinano quando si segue l'anno lunare, cioè secondo le fasi della luna che sono tredici, e posero l'inizio del nuovo anno all'inizio del settimo mese, Tirshri, invece che a Pasqua come prescrive la Bibbia. Nonostante sia chiaro nella Bibbia che il tempo di Pasqua, e cioè il mese di Nisan, è in primavera e “sarà il primo mese dell'anno” (Esodo 12:2), la tradizione ebraica erroneamente ha posto il capodanno nel settimo mese, Tishri, e lo chiama Rosh Hashana.

La Bibbia parla di una festività da celebrare nel mese di Tishri, ma questa è una diversa festività. È la festa delle Trombe.

“Nel settimo mese, il primo giorno del mese, osserverai un giorno di riposo e ci sarà una commemorazione con suoni di trombe e un'adunanza per venerare.” (Levitico 23)

L'osservanza di questo giorno da dedicare alle cose sacre è ricordata anche nel libro di Nehemia 8:1-12 in cui si vede che la Legge veniva letta agli Ebrei che erano ritornati dalla cattività in Babilonia proprio nel giorno della Festa delle Trombe.

Il suono del corno di montone (Shofar) è usato come dice la Bibbia per convocare un'assemblea o avvertire di un pericolo o per commemorare qualcosa al cospetto del Signore. Gioele nel capitolo 2:12-15 del libro che porta questo stesso nome, dice che è un richiamo a pentirsi.

IL GIORNO DELL'ESPIAZIONE – YOM KIPPUR

Questa festività viene celebrata 10 giorni dopo il Rosh Hashana. “Giorno dell'espiazione” è la traduzione letterale di Yom Kippur. Nel Levitico 23:26-32, si dice agli Ebrei come osservare questo giorno di espiazione. È un giorno in cui tutti gli Ebrei devono sentirsi veramente afflitti nell'animo per i loro peccati. Kippur significa “copertura” come nell'espressione “copertura di sangue”, cioè espiazione grazie ad un sacrificio, olocausto di una vittima (di solito un agnello senza alcun difetto). Anche nel Salmo 78:38 si trova che Dio disse che quando vedrà il sangue passerà oltre.

Secondo quanto è scritto nel Levitico 17:11 è “il sangue che rende possibile un'espiazione per l'anima”. Se non c'è sacrificio con spargimento di sangue non c'è remissione dei peccati. Ne consegue che finché gli Ebrei non accetteranno il sacrificio del sangue innocente del Messia, in luogo di un sacrificio cruento come si usava al tempo della Legge, il giorno dell'espiazione non può essere veramente rappresentato. Poiché il Tempio era stato distrutto, solo il sacrificio del Messia poteva essere ben accetto al Signore. Quindi, solo per mezzo del sangue ci può essere una copertura per chi si pente dei propri peccati. Quando il Signore vede il sangue passa oltre e non vede il peccato che sta sotto.

Tradizionalmente il Giudaismo ha sostituito le preghiere e la carità al sangue. Questa linea di pensiero fu introdotta dai rabbini per cercare di risolvere il dilemma che si presentava agli Ebrei più conservatori. Il dilemma era che la Bibbia dice che gli Ebrei devono offrire dei sacrifici nel Tempio, ma il Tempio non esisteva più. Questa soluzione dettata dal buon senso però non soddisfa il Signore. La Bibbia dice che “tutta la nostra giustizia equivale a sporchi stracci.”

Il Levitico, al capitolo 16, detta la procedura del sacrificio; al capitolo 17 discute intorno al sangue, e non della carità o delle buone azioni. Se per l'espiazione era previsto l'impiego del sangue perché basarsi allora sulle opinioni di alcuni Rabbini che in un tempo ormai lontano introdussero delle riforme dettate dalle loro personali opinioni che non rispecchiavano fedelmente il dettato delle Scritture per l'espiazione? Non è più saggio fondarsi sulla Parola eterna del Signore?

I Rabbini hanno detto di digiunare nel giorno santo dell'espiazione. Per gli Ebrei, tradizionalmente, questo è il giorno in cui si deve chiedere perdono al Signore. Ma alla fine del giorno nessuno sa se i peccati sono stati perdonati.

Gli Ebrei Messianici sanno di aver ottenuto il perdono per sempre. In ogni momento della loro vita possono provare il sollievo e la gioa indescrivibile che si prova quando si sa di aver espiato i propri peccati contro l'Eterno. Il valore del sacrificio del Messia è infinito e per di più è sempre a disposizione di chi lo accetta e dà la certezza assoluta di essere perdonati. Il Signore lo aveva promesso. Abbiamo la conferma nella Sua Parola. “Il Signore non è un uomo che dice bugie” (Numeri 23:19). Egli non fa errori e non dipende da nessuno. La Parola del Signore è del tutto veritiera e non solo parzialmente.

SUCCOD - SUCCOT

Questa festa è anche chiamata la Festa dei Tabernacoli (cioè delle piccole capanne trasportabili, facilmente costruibili, entro cui pregare e venerare il Signore). L'osservanza di questa festa è ordinata nel Levitico 23:33-43.

“Il quindicesimo giorno del settimo mese sarà la festa dei tabernacoli e durerà per sette giorni in onore del Signore. Il primo giorno ci sarà una adunanza sacra: e in quel giorno non farai nessun lavoro servile. Per sette giorni presenterai un'offerta fatta con il fuoco in onore del Signore; il primo giorno sarà un sabato e l'ottavo giorno sarà un sabato. E ti coprirai di fronde degli alberi e di rami di palme e fronde di alberi molto pieni di foglie e salici di ruscello; e gioirai davanti al Signore per sette giorni; tutti quelli che sono Ebrei di nascita dimoreranno nelle capanne; cosicché tutte le generazioni sappiano che io ho fatto abitare in capanne i figli di Israele quando li ho portati fuori della terra d'Egitto...”

Essenzialmente è una sagra del raccolto ed è un tempo di gioia. La celebrazione commemora la fedeltà del Signore nel provvedere per gli Ebrei quando li portò fuori dall'Egitto. È una delle tre occasioni per le quali tutti gli uomini dovevano comparire davanti al Signore a Gerusalemme. Le altre due occasioni erano la Pasqua e la Pentecoste (Deuteronomio 16:16,17; Esodo 23:14-19; e Esodo 34:22-26). Succot è ricordato anche nel libro di Esdra 3:4 e Neemia 8:13-18.

Durante le celebrazioni di questa festa si fabbrica una capanna di rami di palma e salice e si legano con fili d'oro. E mentre si cantano dei Salmi, in particolare il 113 e 118, si fanno ondeggiare altri rami di palma e di salice legati insieme. Questo tradizionalmente simboleggia la sovranità del Signore sul mondo intero. Come simbolo dei frutti dell'autunno si usa l'etrog che è un agrume simile al limone. Nelle cerimonie in sinagoga si portano la ghirlanda, l'etrog, tre rami di mirto e due rami di salice mentre la congregazione canta Hosanna, che significa “salvaci” o anche “salva ora!”.

Il Nuovo Testamento aggiunge una nuova dimensione al Giorno Festivo in generale. Il versare dell'acqua durante il servizio religioso simboleggia l'acqua viva promessa a tutti coloro che accettano il Messia. È l'acqua viva che soddisfa la sete spirituale. Quando il Messia ritornerà per stabilire il suo Regno, tutte le nazioni verranno a Gerusalemme a celebrare la Festa dei Tabernacoli.

“E avverrà che tutti quelli che saranno rimasti di tutte le nazioni che si solleveranno contro Gerusalemme andranno ogni anno a venerare il Re, il Signore degli eserciti e continueranno a celebrare la festa dei tabernacoli (capanne). E avverrà che per quelli che non si recheranno a Gerusalemme, di tutte le famiglie della terra, per venerare il Re, il Signore degli Eserciti, non ci sarà pioggia. E se la famiglia d'Egitto non si muoverà e non andrà, non avrà pioggia, sarà colpita dalla peste che il Signore manda a tutti quelli che non rispettano la festa dei Tabernacoli. Questa sarà la punizione per l'Egitto e per tutti quelli che non rispettano la festa dei Tabernacoli.” (Zaccaria 24:15-19).

Talvolta può sembrare che i cristiani credano che il Messia venne per demolire le leggi che riguardano le feste ebraiche. Ma egli disse che non era venuto per sovvertire la legge, bensì per portarla a compimento. In futuro tutte le nazioni della terra vorranno celebrare Succot. Capiranno che è nel loro interesse se vogliono avere buoni frutti. La gente non deve rispettare i comandamenti del Signore Iddio con delle riserve mentali. Si vedrà che le cose vanno meglio quando li si rispettano. Un giorno tutti se ne renderanno conto. Allora saremo nell'era Messianica.

CHANUCCHÀ – HANUKKAH

Di solito ci si riferisce alla festa di chanucchà come alla Festa delle Luci. L'unico riferimento a questa festa nel Nuovo Testamento si trova dove il Messia dice che l'ha celebrata. Non è considerata una festa molto importante, ma siccome ricorre intorno al periodo di Natale, la moderna cultura occidentale l'ha elevata ad una importanza maggiore.

Commemora il tempo in cui gli Ebrei erano sotto il re siriano Antioco, il quale aveva innzalzato un altare a Zeus. Siccome il sacerdote Ebreo Mattathia rifiutò di riconoscere la supremazia di questo falso dio, ci fu una rivolta dei Maccabei. Mattathia e i suoi cinque figli si appostarono sulle colline e ingaggiarono azioni di guerriglia contro i Siriani. Dopo un anno, nel 167 a. C., Mattathia abbandonò la rivolta e affidò il comando a suo figlio Giuda soprannominato “il martello”. Giuda il Maccabeo era uno stratega eccezionale e un campione dell'attacco di sorpresa. Dopo un lungo digiuno e preghiere ed eroici atti, i Maccabei ebbero il sopravvento e i Siriani si dettero alla fuga.

Il Tempio fu ridedicato il 25 di Kislev (Dicembre) nel 165 a. C. Per Illuminare il Tempio era necessario dell'olio consacrato. Se ne fece ricerca e fu trovato un recipiente solamente che tuttavia durò otto giorni. Tutto ciò è stato registrato dai Rabbini nei loro commenti al Talmud. Questa festa è dedicata a lodare e ringraziare il Signore, e oggigiorno è più un'occasione mondana e sociale che un periodo da dedicare alle cose sacre. Per tradizione si preparano delle focacce di patate (latke) e si danno doni ai bambini e giocattoli fra cui trottoline.

Celebrandola come Festa delle Luci si può trovare un punto di contatto con il Messia che disse di essere la luce del mondo. Disse anche che per quelli che lo avessero seguito non ci sarebbe più stata oscurità e confusione ma avrebbero avuto la luce della conoscenza. Disse che quelli che credono sono la luce del mondo. Per questo motivo Egli informò i Suoi seguaci di fare altri partecipi di questa conoscenza.

PURIM – PURIM

Il re Assuero di Persia fu offeso dalla regina Vasti e si volle trovare un'altra moglie. Nella città di Susa c'era un vecchio Ebreo di nome Mordecai che aveva una bella nipote di nome Ester. Il re la vide e se ne innamorò e la fece regina di Persia.

Poiché di solito era tenuta reclusa, Ester raramente poteva comunicare con lo zio il quale sedeva alle porte della città sperando di poterla vedere. Un giorno Mordecai udì due guardiani del palazzo che tramavano un complotto contro il re, allora Mordecai mandò un avvertimento ad Ester, così i due guardiani furono giustiziati e il gesto patriottico di Mordecai fu registrato nel Grande Libro degli Atti del Re.

Dopo qualche tempo un uomo cattivo di nome Aman fu eletto ad una posizione di grande prestigio al palazzo. Mordcai rifiutò di inchinarsi in presenza di Aman e questi decise che tutti gli Ebrei di Persia dovessero morire per questa offesa. Il re fu d'accordo.

Ester vide quanto dolore e timore questa decisione arrecava al suo popolo. Lo zio le disse: “ ... chissà che tu non sia divenuta regina per un tempo come questo ... “ (Ester 4:14).

Sebbene non fosse permesso avvicinarsi al re, neanche alla regina, senza essere stata convocata da lui, Ester decise di farsi sentire direttamente da lui. Se il re non fosse stato ben disposto, Ester sarebbe stata sicuramente uccisa. Il re non la rimproverò per la sua audacia e le permise di fare pure la sua richiesta. Egli le disse che avrebbe anche potuto arrivare a chiedere la metà del regno. Ester chiese che Aman fosse invitato a banchetto. Aman fu molto contento e sentendosi onorato il suo orgoglio aumentò ancor più e ancor più che mai avrebbe voluto che Mordecai si inchinasse in sua presenza. Ma siccome Mordecai rifiutava sempre di inchinarsi Aman decise di far costruire una forca per impiccarlo.

Durante il banchetto Ester disse al re che un nemico perseguitava il suo popolo e rivelò che Aman aveva intenzione di uccidere Mordecai nonostante che in passato egli fosse stato utile al re e avesse mostrato la sua lealtà. Il re Assuero decise di impiccare Aman al posto di Mordecai e il popolo di Ester fu salvo.

Da allora in poi Purim è stato celebrato con il racconto di questi fatti tratti dal libro di Ester. Durante il racconto si usa fare un gran rumore di gioia ogni volta che viene ripetuto il nome di Mordecai e un clamoroso motteggio di disprezzo tutte le volte che si nomina Aman.

In questa storia si può ancora una volta vedere il tocco della mano del Signore. Senza dubbio la Provvidenza aveva fatto convergere varie circostanze. Prendiamo per un momento in considerazione come la bellezza di Ester l'avesse fatta prescegliere per diventare regina e come il servigio che Mordecai aveva reso al re lo avesse fatto menzionare nel Gran Libro degli Atti del Re. Tutto viene a rivelare l'intervento della divinità. Ester è una tipica eroina biblica. Avrebbe potuto vivere in pace senza preoccuparsi del suo popolo. Avrebbe potuto basarsi sulla consuetudine che le regine non erano in posizione di immischiarsi nella politica anche perché nel suo caso lei stessa avrebbe potuto fare la fine del suo popolo come pianificava Aman che ne voleva uno sterminio in massa.

Ma passiamo a vedere il contenuto spirituale della celebrazione di Purim che risiede oltre le ricette di cucina e le nacchere per far rumore a far divertire i bambini. Il contenuto spirituale sta nella lealtà e nel servigio reso al re che viene annoverato nel Gran Libro simbolo del Libro sul quale il Signore Dio non manca di registrare le nostre buone azioni verso di Lui che non mancheranno di darci una ricompensa. La legge che si perpetua nel “chi semina, raccoglie” non è mai stata abolita. E, quel che è ancora più importante è che il nome dei fedeli, credenti nel Messia è scritto nel Libro della Vita dell'Agnello sulla base della giustizia del Messia e non sulla base del nostro umano senso di giustizia.


1)    Letteralmente “ordine”, il termine indica più specificatamente l'ordine della cerimonia della Pasqua e, nell'accezione comune, le due cene consecutive con le quali si apre la settimana di festa e si rievoca, attraverso la lettura e il rituale, l'episodio biblico dell'esodo dall'Egitto.