CAPITOLO XI

CAPITOLO XI

LA MISERICORDIA DEI GENTILI

Grazie agli sforzi di Paolo e di altri Ebrei come lui, i Gentili ebbero la possibilità di entrare nel mondo della fede. Egli non esitò a sopportare grandi difficoltà e privazioni allo scopo di diffondere nel mondo un importante messaggio. Ai tempi di Paolo molti Ebrei credevano che gli altri popoli (gentes, che ha dato origine alla parola Gentili) dovevano accettare le leggi ebraiche, i loro costumi e tradizioni per poter entrare a far parte della vera fede.

Il pensiero di Paolo era rivoluzionario in quanto affermava che sebbene fosse desiderabile e lodevole osservare certe regole tradizionali, pur tuttavia esse non erano indispensabili per ottenere la comunione con il Signore. Egli diceva che era più importante che i Gentili ricevessero il Signore piuttosto che preoccuparsi delle strutture tecniche della legge Mosaica. Se a causa di queste strutture si veniva a determinare per i Gentili un blocco difficile da superare (un inciampo) Paolo suggeriva di eliminarlo.

Con il passare del tempo gli Ebrei Messianici, che erano zelanti nel rispettare la Legge, permisero ai non-Ebrei di entrare a far parte della comunità dei credenti di Gerusalemme, assimilandosi con gli Ebrei. Non fu certo facile per loro come per Paolo rischiare di essere chiamati eretici pur di raggiungere i Gentili. Ma questi uomini di Dio avevano compassione degli altri popoli a tal punto che affrontarono grandi sofferenze e ostilità per portare a conoscenza dei Gentili la Novella del Buon Pastore che sacrificò la Sua Vita per le Sue pecore.

In un certo senso sembra un paradosso che le progenie di quelli che ricevettero da Paolo e da altri Ebrei degli atti di benevolenza, ora sono chiamati a mostrare una simile benevolenza. Come allora anche adesso ci sono controversie. Forse alcuni cercano di ridefinire la fede del Nuovo Testamento in maniera da non lasciare spazio agli Ebrei che mostrano rispetto per il Codice Mosaico. In effetti quel che tali credenti così legalitari vengono a proporre è una legge che impedisce a chiunque di osservare gli Statuti della Bibbia.

Un nuovo legalitarismo di tal fatta sarebbe altrettanto nocivo quanto quello della prima maniera. In nessun luogo della Bibbia si dice che ad un Ebreo è fatta proibizione di osservare i riti ebraici ordinati nel Vecchio Testamento. Il Nuovo dice semplicemente che non sono necessari per ottenere la salvazione. Ma non per questo costituiscono peccato. Tuttavia il Signore preferisce l'obbedienza piuttosto che il sacrificio (I Samuele 15:22). Ciò significa che Egli preferirebbe che l'umanità obbedisse alla Sua volontà piuttosto che dover applicare il sangue per l'espiazione.

Paolo era un apostolo coraggioso, ma non l'unico apostolo. Pietro e Giacomo furono apostoli per gli Ebrei. Essi vissero secondo la legge della Torah (i cinque libri che davano le 613 leggi di Mosè) e incoraggiavano a credere in Yeshua quelli del loro stesso ceppo perché loro stessi essendo Ebrei avevano uno stile di vita particolare. Paolo, Barnaba e Silas, apostoli per i Gentili, incoraggiarono a credere in Yeshua quelli che trovavano troppo rigido e pesante lo stile di vita ebraico. Oggigiorno i Gentili dovrebbero ammettere che non per il semplice fatto che essi trovano poco attraente lo stile di vita ebraico, è giustificato pensare che è indice di grettezza e rigidità degli Ebrei.

Se i non-Ebrei non desiderano accettare la cultura ebraica come obbligatoria, perché allora sorprendersi se gli Ebrei non vogliono che la cultura Gentile venga imposta loro? Originariamente era la cultura ebraica che rappresentava un intralcio per i Gentili. Ora c'è stata un'inversione. E sull'esempio di Paolo sembra che i Gentili vogliano mostrare una certa flessibilità. Vogliono e devono: è un imperativo storico e nulla può fermarlo. Le Scritture dichiarano che tutta Israele sarà salvata. Sicuramente saranno compiute.

Oltre a concedere semplicemente ai Gentili libertà dalle abitudini e dalle leggi ebraiche, Paolo mise in guardia contro chi insegnava che gli Ebrei non dovevano più far circoncidere i loro bambini o osservare la Legge di Mosè (Atti 21:19-21).

Se Paolo avesse pensato che i Cinque Libri di Mosè (Pentateuco) erano contrari alla Cristianità lo avrebbe detto. Comunque, tutto il libro degli Atti presenta Paolo come un Rabbino che amava il Tempio ed eseguiva le circoncisioni e i voti nel Tempio e osservava le festività ebraiche con i suoi confratelli Ebrei. È rappresentato come uno che voleva essere conciliante verso i Gentili e allo stesso tempo non era ostile verso i suoi correligionari. Infatti Paolo insistette perché Timoteo si facesse circoncidere in maniera che così facendo potesse attrarre altri Ebrei (Atti 16:3).

Non per il fatto che lo stile di vita ebraico è culturalmente distante da quello dei non-Ebrei, c'è ragione di credere che la fede dei Gentili Messianici è più valida se è meno attaccata alle pratiche ebraiche.
Anche i non-Ebrei credenti hanno qualcosa da imparare sulla libertà nelle cerimonie che non hanno nulla a che fare con le prescritte cerimonie della Bibbia. Ci sono ormai delle procedure in ogni chiesa che sono diventate riti che si ripetono tutte le settimane. Alcune procedure che non sono per niente fondate sulla Bibbia sono divenute così standardizzate che il solo tentativo di variare qualcosa ha spesso causato scissioni e rotture. Prendiamo per esempio la notevole discordanza che esiste fra le varie denominazioni a riguardo della comunione e del battesimo. Quella libertà che ci viene concessa dal Nuovo Testamento significa avere la possibilità di una espressione individuale. Il Signore guarda i nostri cuori. Se qualcuno dice che certe cerimonie sono proibite, limita la vera libertà di espressione. Quando ci si sente motivati ad esprimersi allora c'è veramente quello slancio che è la vera chiave del Nuovo Testamento in quanto ciò è praticamente consentito a tutti.

Per i Gentili, osservare solamente la Legge di Mosè rappresentava qualcosa di futile, quasi di eretico, ai fini della salvazione. Per gli Ebrei, d'altro canto, osservare le leggi ha lo scopo di mantenere la loro particolare cultura, che essi tengono in grande considerazione. Gli Ebrei al giorno d'oggi non cercano la salvazione, quel che essi mirano a mantenere è un gruppo con delle ben definite e identificabili caratteristiche per le quali stesse esiste e sta insieme. L'osservanza della tradizione è molto importante per gli Ebrei, poiché grazie a questa, che è stata mantenuta sempre con coerenza, essi si sono preservati come popolo. E ciò è anche in armonia con il piano prestabilito dal Signore Iddio di preservare un gruppo ben identificabile di Ebrei per dar loro in eredità la terra promessa. Sicuramente il Signore gliela darà perché deve mantenere la promessa che fece ai patriarchi della fede.

Non c'è da meravigliarsi quindi che nel primo secolo quando la fede Messianica era quasi esclusivamente degli Ebrei molti la accettassero e invece quando in seguito la fede divenne meno ebraica il numero degli Ebrei disposti a seguirla, diminui.
Questo fa capire che se ci sono sempre più Ebrei nell'ambito del Messianismo, la sua impostazione generale e la sua sostanza rispecchiano la fede e la filosofia ebraica che è sempre stata alla base del Giudaismo. Sfortunatamente la Chiesa Gentile ha perso così completamente il suo tono ebraico che ha dimenticato che la fede iniziò a diffondersi nelle sinagoghe Messianiche. I seguaci del primo secolo non si definivano Cristiani, questo termine entrò in vigore successivamente ad Antiochia. Come è possibile allora cercare di riconciliare le due contrastanti tendenze? Forse non è facile a questo punto cercare di riconciliare gli Ebrei Messianici e Gentili Messianici, ma vediamo di prendere in considerazione l'esperienza di quei credenti che vissero 1900 anni fa. Potrebbe giovare adottare il consiglio che fu dato da Giacomo quando si presentò come l'apostolo degli Ebrei e quello che Paolo dette come l'apostolo dei Gentili. In succinto il loro consiglio fu questo: in un ambiente di Gentili gli Ebrei non dovrebbero offendere i Gentili con il loro volerli evitare e in un ambiente di Ebrei i Gentili a loro volta non dovrebbero offendere gli Ebrei, ma dovrebbero cercare di rispettare le loro tradizioni (Atti 15:19-20). Questo è espresso anche nella Lettera ai Romani 14:13-15, dove si consiglia di fare sempre quel che può essere gradito ai nostri simili piuttosto che a noi stessi al fine di suscitare l'unione e la pace.

Il piano del Signore non era esclusivamente per gli Ebrei, ma per tutta l'umanità. Egli conosceva le debolezze della natura umana. Aveva anche previsto che molti Ebrei avrebbero commesso un peccato di orgoglio per il fatto che erano stati chiamati “popolo eletto”. La Sua Provvidenza ha permesso questo, poiché per un periodo di tempo ha permesso ai Gentili di diffondere la fede ai quattro venti (i quattro angoli della terra). E siccome gli Ebrei sono sparsi in tutto il mondo, l'Onnipotente ha posto le basi per la finale salvazione del Suo antico popolo.

Dato che gli Ebrei sono così sparpagliati, ovviamente ci sarebbe voluto un numero enorme di predicatori per spiegare il piano del Signore a tutti loro. Dopo tutto come avrebbero potuto imparare a conoscere il piano che il Signore aveva in serbo se non da persone disposte a predicare? Dato che ci sono milioni di veri Cristiani Gentili, sembra ragionevole pensare che nel tempo di una generazione ciò potrebbe essere portato a compimento. Infine, la popolazione degli Ebrei nel mondo sarà raggiunta soprattutto grazie alla misericordia dei Gentili. È così che dovrà accadere ed è così che viene contemplato dal giusto piano del Signore. Le Scritture dicono che non dovremmo mai essere in debito con nessuno. E va inteso non solo letteralmente in relazione ai debiti di denaro, ma si deve intendere che se qualcuno ci fa un dono di se stesso noi dovremmo in cambio fare di tutto per sdebitarci e dare di noi stessi.

In termini finanziari la Bibbia dice che il debitore è in una posizione servile verso il creditore. In un certo senso il Cristiano credente è in debito verso l'Ebreo. Se gli Ebrei non avessero compiuto tutto quello che è scritto nel vecchio Testamento, i Gentili Cristiani non avrebbero alcuna base per la loro fede nel Dio di Israele. I Gentili hanno anche un altro debito verso gli apostoli Ebrei che soffrirono, sparsero il loro sangue e morirono per portare la buona novella al mondo.

Non solo al tempo dei primi apostoli ma anche in tempi più recenti la Chiesa si è arricchita grazie al pensiero e alla fatica di Ebrei credenti nel Messia. Mentre in molte chiese è stato dato un caloroso benvenuto ai membri Ebrei, in altre essi non sono stati accolti con simpatia. In alcuni casi non sono stati accolti con troppo entusiasmo per cui gli Ebrei credenti si sono sentiti estranei alla chiesa e desiderosi quindi di trovarsi in compagnia di altri come loro.

I veri Cristiani che sentono di dovere qualcosa agli Ebrei, non scoraggeranno questa attività, essi possono usare la loro conoscenza dell'Ebraismo Messianico per aiutare gli Ebrei a raggiungere una più profonda conoscenza della loro Bibbia. Quando questo si verificherà gli Ebrei avranno un debito di riconoscenza verso i Cristiani credenti. A questo punto il libro dei conti sarà in equilibrio. Gli Ebrei portarono la parola di Dio ai Gentili e i Gentili l'avranno restituita loro.

Approfondendo nello studio delle Scritture non solo si può arrivare a capire meglio che cosa anima e ha sempre sostenuto gli Ebrei nella loro fede, ma si può anche trovare il mezzo per convincere gli Ebrei; si può suscitare la loro gelosia se si mostreranno con evidenza affettuosità e gioia, che sono le qualità che tutti gli Ebrei dovrebbero avere e vorrebbero avere. In questo modo, attraverso il Suo Spirito Santo e non con la forza il Signore può portare a compimento il suo proposito. Quando i credenti faranno mostra del loro profondo senso di pace e di gioia, gli Ebrei si chiederanno come poter ottenere anch'essi quella pace che non si può descrivere a parole. Se un Ebreo si viene a trovare in grandi difficoltà e non trova più altra soluzione che quella di rivolgersi al soprannaturale perché intervenga, allora dovrebbe essere più aperto a ricevere la conoscenza salvatrice del Messia.

Ci sono voluti 2000 anni di dispersione per portare il popolo Ebraico al punto di essere finalmente disposto ad ascoltare. E ci sono voluti tanti anni anche per far perdere agli Ebrei quell'interesse per cerimonie di cui non sanno il significato. Le pecore smarrite della casa di Israele stanno cercando il significato delle loro vite; finalmente è chiaro che non devono diventare Gentili per credere in Gesù. Quando si arriva a comprendere ciò non è più il caso di complicare le cose creandogli inutili ostacoli. Bisogna invece dare risalto all'ebraicità di questi concetti. Bisognerebbe spiegare che non sono gli Ebrei che si convertono alla Cristianità quando accettano la promessa fatta agli Ebrei, ma sono i Gentili che si convertono al vero Ebraismo quando accettano il Salvatore. Poiché la base dell'Ebraismo biblico è di credere in un unico Dio e poiché la vera Cristianità è completamente aderente a questo concetto, perché allora non considerare anche il Nuovo Testamento patrimonio dell'Ebraismo? Questo sembra un valido approccio quando si parla con un Ebreo, soprattutto perché il vero Ebraismo è precedente alla Cristianità.

Quale onore partecipare alle ore conclusive del paziente piano del Signore per portare la buona novella agli Ebrei di oggi che sono pure sempre i discendenti degli antichi. Sfortunatamente sono pochi oggi quelli che vogliono lavorare per gli Ebrei. Forse per ignoranza, invidia o gelosia. Forse per la naturale reazione di chi vede con un certo risentimento la gioia del padre per il ritorno del figliol prodigo? O forse perché nessun'altra nazione al mondo ha mai avuto la garanzia dal Signore Iddio di esistere per sempre e fu come la nazione di Israele chiamata dal Signore la pupilla dei Suoi occhi?

Nel libro della Genesi vediamo che Dio aveva promesso ad Abramo che avrebbe benedetto quelli che lo benedivano e avrebbe maledetto quelli che lo maledivano (Genesi 12:3). Questa eterna promessa data ad Abramo e al suo seme ancora vale nonostante tutto quello che attraverso i secoli è successo. Visto che gli Ebrei non possono venire distrutti o eliminati dalla terra o assorbiti da altri popoli, saranno salvati in qualità di Ebrei.

In effetti il Signore ha dato al mondo un'offerta che non si può rifiutare. È una questione di ricompensa o punizione come si fa anche ammaestrando gli animali. Sembra invece che in genere nelle varie nazioni c'è stata una tendenza a scegliere di maltrattare gli Ebrei e sottostare alla punizione del Signore. I popoli che hanno fatto ciò o non credevano nel Signore o erano troppo ignoranti della Bibbia e non sapevano a che cosa andavano incontro. Perché allora non seguire le istruzioni del Signore su come ottenere le benedizioni? Il Signore lo aveva chiaramente detto che avrebbe benedetto quelli che benedicono gli Ebrei. I Cristiani dovrebbero ammettere che è una forma di egoismo il non divulgare la buona novella. Il Signore Iddio che ha dato così ampiamente di se stesso vuole che altri lo imitino sulla stessa strada, per portare a compimento la Sua volontà riguardo al seme di Abramo. Il tempo stringe.