CAPITOLO VII
CAPITOLO VII
QUESTE ARIDE OSSA VIVONO
Il profeta Ezechiele ebbe una visione riguardo ad Israele che è sorprendente. La descrisse così:
“La mano dell'Eterno fu sopra me e mi trasportò in spirito e mi depose nella valle che era piena di ossa ...…e tutte inaridite. E mi disse: Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?” (Ezechiele 37:1-5).
Questa era una descrizione grafica di una valle piena di ossa accatastate.
Poichè erano estremamente aride e fragili è ragionevole assumere che erano state in quel luogo per vario tempo. E dovevano anche essere state lontano da qualsiaisi sorgente di umidità per essere diventate così aride. L'acqua è l'elemento primo indispensabile alla vita. Senza acqua ogni cosa inaridisce e muore. Non si può non ricordare le acque vive di cui Yeshua parla nel Nuovo Testamento. Egli promise l'acqua vivificante a chiunque crede in Lui. Si tratta di acque che sgorgano dal nostro più intimo essere e accumulandosi come in un pozzo di acqua sorgiva continuano a soddisfare la nostra sete spirituale.
In un certo senso il Giudaismo antico si staccò da queste acque sorgive quando rigettò il Messia. Da allora ogni vitalità è lentamente venuta a mancare alla tradizionale fede ebraica. Di fatto, oggi, molti Ebrei cercano qualcosa di più stimolante nelle loro cerimonie religiose e non trovano più alcun valore significativo per loro nei rituali.
Lo stesso si potrebbe dire di molte chiese. In molti ambienti le funzioni sono divenute aride.
“ Così dice il Signor Iddio a queste ossa: Ecco io faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete. Metterò su voi dei muscoli e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e metterò in voi lo spirito e rivivrete……” (Ezechiele 37: 6).
Dio dice che può e vorrà restaurare la primitiva vitalità.
“ …Mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa che si accostavano le une alle altre. Io guardai ed ecco venir su di esse dei muscoli, crescervi della carne e la pelle ricoprirle; ma non c'era spirito in loro. Poi Egli mi disse: Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signor Iddio: Spirito vieni dai quattro venti e soffia su questi morti perchè rivivano. ” (Ezechiele37: 7-9).
Il rumore può stare ad indicare un repentino cambiamento che si sta verificando tra gli Ebrei ed anche nella chiesa tradizionale. Dio non solo sta rimettendo nel loro giusto ordine queste ossa, ma le sta anche riattaccando insieme con muscoli e tessuti. Secondo questa profezia anche un alito di vita si insedierà dentro queste forme ricostituite. Questo alito verrà dai quattro venti. L'attesa per il compiersi della profezia del ritorno degli Ebrei nella loro terra rende coloro che credono ancor più vigili nell'aspettarsi eventi sempre più eccezionali.
“ Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in esse e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. Mi disse: Figlio dell' uomo, queste ossa sono tutta la gente di Israele. Ecco essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signor Iddio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi rimetterò nel vostro paese. Allora saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò.” (Ezechiele 37:10 -15)
Queste ossa, la casa d'Israele, vivono. La potenza di Dio sta aprendo le tombe di un popolo che ha sofferto una morte spirituale. Il Signore sta anche riempiendole del Suo Spirito cosicchè loro possano diventare una potente armata spirituale.
Il Signor Iddio promette di prendere le vecchie inaridite ossa sconnesse di Israele e di rimetterle in forma e in vita. Ezechiele parla di una vita restaurata per il popolo di Israele. Invece di continuare un' esistenza senza speranza in una condizione di dispersione tagliati fuori dalle loro ancestrali posizioni, il Signor Iddio comunica in questi vesrsi di Ezechiele la Sua intenzione di riportare gli Ebrei alla loro terra.
Dopo centinaia di anni in cui sono stati spiritualmente slegati e dispersi, Dio non solo riporterà gli Ebrei alla loro terra, ma Egli farà anche ritornare in loro la fede che fu dei loro antenati. Il profeta Zaccaria afferma che il Signore ricondurrà a sè Israele e li farà riposare nel Suo amore e li esaudirà.
“………li ricondurrò in patria, poichè ne ho avuto pietà; saranno come se non li avessi mai ripudiati, poichè io sono il Signore loro Dio e li esaudirò.” ( Zaccaria 10: 6 )
Come in passato la mancanza di unione spirituale con Dio determinò la dispersione di Israele, così ora similmente avviene che in coincidenza del risveglio spirituale di Israele si sta verificando la riunione del popolo nella sua terra.
Ciò ha anche l' effetto di far riconsiderare le varie ipotesi che sono state fatte sugli Ebrei. Per molto tempo, soprattutto nella Chiesa ufficiale si è sostenuto che il Vecchio Testamento aveva a che fare con l'aspetto terreno, mentre il Nuovo Testamento tratta di questioni spirituali. Questo punto di vista implicava che la gente del Vecchio Testamento, gli Ebrei, avevano interesse essenzialmente in questioni terrene. Perciò si pensava anche che essi non potessero avere una posizione nel regno spirituale. Similmente questo punto di vista implicava che le persone che seguivano il messaggio spirituale ( cioè i Cristiani ) venivano a trovarsi in un regno più elevato.
Ma una distinzione così netta, tra le questioni terrene e le celesti, è erronea.
In tutta la Bibbia, l'occupazione della terra di Canaan ha un significato che va al di là del semplice possesso del territorio. Infatti c'era il senso di una più intima comunione con Dio e dell'obbedienza ai Suoi comandamenti.
Il ritorno degli Ebrei in Israele è stato continuamente collegato al fatto che sono un popolo rispettoso della giustizia. Questa relazione si vede chiaramente in questi versi del profeta Isaia:
“Il tuo popolo sarà tutto di giusti, per sempre avranno in possesso la terra, germogli delle piantagioni del Signore, l'opera delle mie mani per mostrare la mia gloria.” (Isaia 60:21)
Data l'antica amicizia, l'onnipotente non ebbe mai l'intenzione di separarsi definitivamente dal popolo Ebraico. Dio spesso si riferisce ad Israele come alla Sua fidanzata e moglie. Nel Capitolo 54 di Isaia ne parla come di una giovane moglie e come di una donna abbandonata e afflitta nello spirito. Egli fece piani persino di stracciare le carte del divorzio che le aveva dato (Isaia 50: 1) . Infatti il Signore aveva promesso ad Israele e a Giuda un nuovo contratto.
“ Ecco, verranno giorni - dice il Signore – nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò un'alleanza nuova. Non come l' alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d' Egitto, un'alleanza che essi hanno violato benchè io fossi loro Signore.
Questa sarà l' alleanza che io concluderò con la casa d' Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo… perchè tutti mi riconosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poichè io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più loro peccato.” ( Geremia 31: 31-34 ).
Il Signore ha fatto il Suo Nuovo Patto. I particolari del contratto sono esposti chiaramente nel Nuovo Testamento. C'è semplicemente un ritardo di oltre 1900 per la maggior parte degli Ebrei nel rendersi conto del fatto che questo contratto riguarda loro.
Si può anche trovare un parallelo tra gli avvenimenti del primo secolo e quelli odierni. Rivedendo attentamente la storia ebraica, appare ben delineato uno schema. Dopo il I secolo il movimento Messianico assunse delle caratteristiche esteriori meno ebraiche, e il numero di Ebrei che vi aderirono si ridusse. Ora al volgere del XX secolo, verso la fine, c'è una maggiore presa di coscienza a riguardo del fondamento ebraico del Cristianesimo. C'è anche una maggiore enfasi sull'ebraicità da parte degli Ebrei che aderiscono al Nuovo Testamento. Come risultato vediamo un numero sempre maggiore di Ebrei che accettano il Messia. Sembra quasi di tornare al Giudaismo Messianico del I secolo. E questo non dovrebbe sembrare strano a chi osserva.
Con l'approssimarsi della Seconda Venuta del Messia, sembra che quello che era impensabile duecento anni fa, cioè che gli Ebrei potessero accettare il Messia e continuare ad essere Ebrei, abbia subito un'inversione di marcia. Gli Ebrei Completati venivano assorbiti dalla cultura cristiana e venivano considerati come dei traditori, “convertiti”. Solo occasionalmente qualche studioso si lasciava prendere da un interesse accademico per la sua eredità culturale ebraica. Soltanto negli ultimi cento anni la Chiesa ha cominciato a comprendere che il Cristianesimo non può sussistere senza le sue fondamenta ebraiche. Oggi gli studiosi comprendono in pieno che il Nuovo Patto si può intendere meglio nel contesto storico del Giudaismo del primo secolo.
Questo nuovo fenomeno non cominciò ad emergere fino alla fine del 1800. Agli inizi fu chiamato Cristianesimo Ebraico. Era la prima volta in tempi moderni che gli Ebrei credenti nel Nuovo patto si davano una definita identità. All'inizio l'uso del termine “Ebreo Cristiano” sollevò molte controversie.
Alcuni pensarono che gli Ebrei si stavano separando dalla Chiesa. Ma nonostante i contrasti, molti Ebrei credenti insistettero nel mantenere questa denominazione poichè per loro era chiaro che il Signor Iddio voleva preservare una parte del Suo popolo. Il desiderio di incontrare persone di uguali sentimenti portò alla formazione nel 1915 di una società che si definì “L'Alleanza Ebreo-Cristiana”.
Organizzazioni simili si formarono in altre nazioni e si giunse anche ad una associazione internazionale.
Questa organizzazione si dedicò alla raccolta di fondi per aiutare gli Ebrei che volevano lasciare la Germania di Hitler e si adoperò a promuovere una coscienza ebraica nella Chiesa.
Dopo la guerra Arabo-Israeliana del 1967, il senso di orgoglio nella propria ebraicità è aumentato sia negli Ebrei tradizionali che negli Ebrei credenti nel Messia. Era solo naturale che i nuovi credenti volessero una più identificazione come Ebrei. Non volevano più essere considerati come una particolare setta di Cristiani; volevano essere considerati effettivamente Ebrei, anche se diversificandosi da loro. Non volevano più sentirsi solo come un'appendice del Cristianesimo. Tali Ebrei volevano che il loro credo nel Messia li catalogasse come un tipo di Ebrei, di veri Ebrei, di Ebrei che credono nel Messia, quindi, Ebrei Messianici.
Ora mentre un numero sempre maggiore di Ebrei comprende che il Nuovo Patto accentua piuttosto che negare la loro Ebraicità, si assiste anche ad un aumento di interesse da parte degli Ebrei nel voler indagare e approfondire nello studio del Nuovo Testamento. Se si riesce a mettere in evidenza l'Ebraicità delle Sacre Scritture non si otterrà altro che un aumento nel numero di Ebrei che accettano il Messia, mentre se viene ad essere esaltata la fisionomia meno ebraica, come è avvenuto per secoli, gli Ebrei se ne terranno lontani come sempre è avvenuto, perpetuando l'equivoco.
Verso la fine degli anni sessanta, la gioventù americana era in moto per dei cambiamenti. Così era anche per gli Ebrei credenti. Il recente affermarsi dell'Ebraismo Messianico è dovuto in gran parte all'entusiasmo di questi giovani Ebrei credenti. Dimostrazioni pubbliche, articoli su riviste, marce e parate degli “Ebrei per Gesù” (Jews for Jesus) e le sinagoghe messianiche sono per lo più progetti in atto di persone molto giovani nel pieno delle loro facoltà, ed entusiaste. Qesti giovani sono stati particolarmente motivati nel constatare che le profezie bibliche a riguardo di Israele si sono realizzate.
Alcuni sostengono che le profezie riguardano l'Israele spirituale (la Chiesa ). Altri studiosi Ebrei ritengono che queste profezie riguardano i discendenti di Giacobbe. In effetti sono entrambe posizioni corrette e non mutuamente escludentesi. Queste profezie non solo stanno avverandosi in senso letterale per la terra di Israele ma anche in senso figurato per la parte spirituale. Infatti c'è un parallelo tra il destino di quella piccola nazione in senso fisico e la vita spirituale dell'insieme dei credenti nel Messia. Il Signor Iddio agisce contemporaneamente in più di una sfera. Le ossa aride di cui parla Ezechiele non solo indicano il riunirsi della popolazione in Israele, ma stanno ad indicare anche il grande risveglio spirituale della Chiesa come istituzione.
Le ossa che Ezechiele vide rimettersi in sesto possono anche stare ad indicare l'insieme dei credenti che riprendono a cooperare in sempre crescente armonia. Ogni osso potrebbe rappresentare una diversa denominazione. Esse hanno tutte una funzione diversa ma vengono ad esere riunite in un unica grande schiera. Il Signore sta inspirando nuova vita dentro molte istituzioni. Quando Ezechiele allude al grande rumore, potrebbe essere un riferimento all'eccitamento che ora sta percorrendo varie chiese per l'aumento di spiritualità che vi si nota. Allo stesso modo c'è commozione per il risveglio nell'ambito del Giudaismo.
A questo punto potrebbe essere interessante fare delle osservazioni sul futuro del Giudaismo Messianico. È già stato dimostrato che il tempo più pieno di vitalità per l'esperienza cristiana fu il I secolo. A quel tempo essere Ebrei e credere in Yeshua rappresentava due concetti non contrastanti, ma compatibili. Recentemente questo fenomeno è riapparso. Se la tendenza di oggi continua, la maggior parte degli Ebrei sarà di credenti nel Nuovo Testamento. Gli altri o perderanno interesse o, più verosimilmente, si adegueranno in seguito ad un matrimonio misto. Questa iniezione di nuova vita e di entusiasmo sarà un vantaggio per la fede ebraica. Questa vita viene da Dio. È soprannaturale ed è basata sulla Bibbia. Allo stesso modo il rinnovato interesse della Chiesa per le sue radici ebraiche è destinato a continuare.
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