CAPITOLO VIII
CAPITOLO VIII
MEMBRI DELLA RAZZA DELLA FEDE
L'Ebraismo Messianico comporta una unione fra Ebrei e Gentili. Nello Spirito di Dio non c'è differenza fra Ebrei o Gentili, uomo o donna.
Lo Spirito di Dio non ha preferenze e non riconosce nessuno superiore. Ciò significa che siamo tutti identici. C'è una uguaglianza di valore ma non una identità di forma. Come per gli uomini e per le donne c'è una differenza, (e chi vorrebbe altrimenti?), così è per gli Ebrei e i non-Ebrei.
Comunque non per il fatto che tutti verranno ad avere una stessa fede in un unico Dio, saranno tutti identici nelle forme di espressione di questa fede. Nel regno animale gli uccelli non sono superiori ai pesci e i pesci non sono superiori agli uccelli. Nello Spirito e in cielo un'anima di un Ebreo non ha più valore di quella di un Gentile. Nel regno dello Spirito tutti i credenti sono uguali.
Dopo tutto anche Abramo, il primo Ebreo, era nato un Gentile. Per definizione il primo Ebreo doveva essere figlio di genitori Gentili.
La sua fede nella parola di Dio lo rese diverso. Le scritture dicono di Abramo:
“Ed egli credette nel Signore e il Signore glielo accreditò come giustizia” (Genesi 15:6)
L'umanità oggi è nella stessa posizione in cui a suo tempo si trovò Abramo. Il punto sta nel credere o no la Parola di Dio, la Bibbia. Non fa differenza se il Suo messaggio è scritto o orale. La cosa importante per Abramo fu riconoscere la sorgente del messaggio e la volontà di ubbidire a tutti i costi.
La cosa più importante fu che egli dette origine ad un popolo che era disposto a seguire le sue orme in fede. Infatti egli è il progenitore della razza fedele. Tale razza consiste di persone che si distinguono perché, proprio come Abramo, sono capaci di comprendere le questioni spirituali. Agli inizi essere Ebreo non voleva dire appartenere ad una particolare genealogia, ma era basato sulla capacità dell'individuo di avere un rapporto personale con Dio.
Abramo ebbe due figli, Ishmael e Isacco. Isacco era un uomo di fede. Era attraverso Isacco che la razza dei fedeli doveva continuare. Similmente Isacco ebbe due figli, Esaù e Giacobbe. Ma Esaù non era interessato in questioni spirituali. Così fu attraverso Giacobbe che la benedizione continuò. Si delinea già evidente uno schema che si ripete. Quelli che seguono il Signore Iddio in fede ricevono benedizioni spirituali. Questi uomini non riponevano la loro fede nel loro modo di pensare. Non pensavano di usare la mente sopra la materia, come si fa in alcuni culti. O nella auto-ipnosi. In niente altro che in Dio riponevano la loro fede perché sapevano che Egli non trasgredisce mai la sua Parola.
La fede va riposta nelle cose giuste. Credere che piantando delle pietre nel terreno spunteranno degli alberi, sarebbe una falsa fede. Ovviamente la fede di Abramo ebbe successo perché fu trasmessa ai discendenti. E fu così che Abramo iniziò una progenie simile a lui che generò altri uomini di fede. Tutti quelli che come Abramo credettero fermamente, possono giustamente reclamare le promesse spirituali fatte ad Abramo.
Alla fedele progenie di Abramo furono promesse benedizioni per tutti quelli che nascono dallo Spirito di Dio. Ma Abramo ebbe anche delle promesse per il suo “seme”. Se qualcuno avesse dei dubbi a questo riguardo deve solo cercare nella Bibbia le promesse eterne date agli Ebrei in relazione alla terra di Israele. La Parola di Dio è valida sia sul piano spirituale che su quello fisico.
Sul piano fisico Dio fece delle promesse al “seme” di Abramo, Isacco, e Giacobbe, che non erano valide per tutti. I loro discendenti dovevano avere uno speciale scopo nella storia. Per mezzo degli Ebrei sono state benedette grazie al loro sistema di leggi e di ordinamenti sociali, per non parlare della loro capacità in campo scientifico e negli affari.
Molti potrebbero erroneamente classificare il Giudaismo Messianico come un'altra setta cristiana. Non lo è. La funzione degli Ebrei è stata preordinata dal Signore. È una funzione inoltre che li distingue. Tutte le altre denominazioni infatti non appaiono in alcun luogo della Bibbia, ma vi si trovano molti riferimenti alla separata e distinta condizione degli Ebrei. La Chiesa a poco a poco sta rendendosene conto.
Il Nuovo Patto spiega che i Gentili devono diventare parte dell'ulivo (la progenie fedele). Per il fatto che molti rami di ulivo selvatico sono stati innestati sull'ulivo naturale non significa che questo cambia la sua natura ed è costretto a rinnegare la sua origine. Anzi, è meglio se i rami di ulivo selvatico si assimilano all'ulivo naturale. Forse è stata la Chiesa ad insistere che l'ulivo naturale diventasse parte dei rami selvatici (i Gentili).
Per circa 2000 anni i Gentili hanno agito come se fossero gli Ebrei a doversi uniformare alla fede della Chiesa, ma questo era contrario al piano contenuto nella Bibbia. In realtà sono i Gentili che quando diventano credenti si convertono al Giudaismo biblico. E gli Ebrei quando riscoprono la fede dei loro padri e accettano il Messia, si reinnestano nell'ulivo originale.
Gli Ebrei oggi stanno accorgendosi sempre di più che l'epoca in cui viviamo, dominata dal materialismo, produce un senso di frustrazione e di vuoto. Molti cominciano chiedersi finalmente perché mai Yeshua non è considerato il Messia degli Ebrei. Essi non sono più soddisfatti di accettare una decisione presa migliaia di anni fa, da alcuni loro antenati con i quali non hanno più molto in comune.
La discussione sulla vera fede ebraica è spiacevole per i Rabbini perché mette in discussione quello su cui secondo loro si fonda l'essere Ebrei. La diaspora ha dato la prova che la fede ebraica non è semplicemente una questione di nazionalità e di lingua. La Bibbia mostra anche che non è semplicemente una questione di discendenza naturale. Nel Vecchio Testamento molti non-Ebrei erano portati nella fede e anche molti di discendenza ebraica non erano considerati parte della casa di Israele se non erano nella fede. Gli stessi criteri dovrebbero essere validi oggi. I veri Ebrei dovrebbero essere quelli che sentono e riconoscono un richiamo spirituale e lo seguono come fecero i fondatori della fede.
Oggi il Giudaismo rabbinico non dice su cosa è d'accordo: sa dire soltanto su cosa non è d'accordo. Per i Rabbini, una persona di origine ebraica dovrebbe essere contro Cristo. Ma che cosa fece Egli mai per attirarsi tanta ostilità? Non sarebbe ora che finalmente i Rabbini cercassero di chiarire veramente il nocciolo della questione? Tanto per cominciare si potrebbe definire che è Ebreo colui che fa parte di quel popolo che rispetta tuttora il patto che Dio ha stipulato e mantenuto attraverso Abramo, Mosè e Davide.
Gli studiosi della Bibbia sanno che il credo cristiano-evangelico che afferma che siamo “perduti” finché non veniamo salvati, è un concetto del Vecchio Testamento espresso da Isaia nel capitolo 53:6. I Rabbini dovrebbero dare una spiegazione circostanziata agli Ebrei del perché credono che Yeshua non è il Messia. E dopo 2000 anni di processi ancora non c'è una sentenza in questo senso.
Gli Ebrei stanno diventando più accorti e guardano al Nuovo Testamento con rinnovato interesse. Quello che più conta è che l'Ebraismo Messianico può diventare il mezzo per abbattere finalmente il muro tra Ebrei e Cristiani. Chi può negare che esiste una intima relazione spirituale tra le persone che hanno sperimentato un incontro personale con il Messia?
Finora la comunità cristiana ha sempre detto che gli Ebrei dovrebbero andare dalla loro parte del muro, convertirsi, dimenticare la tradizione ebraica e vedrebbero cadere il muro di separazione. Si starebbe tutti dalla stessa parte del muro.
Gli Ebrei da parte loro hanno detto la stessa cosa in senso inverso. Sostengono che i Cristiani seguono una religione non intelligente, basata sull'idolatria e su fantasie. Gli Ebrei dicono che gli altri dovrebbero passare dalla loro parte e tutto si appianerebbe.
I tutti e due i casi il muro di separazione è ancora in piedi. Entrambi i gruppi chiedono l'uno l'altro di cedere. Nessuno dei due vuole cedere, e l'attrito continua.
Il vero Cristiano che ha avuto una esperienza spirituale non vuole tornare ad una conversazione a senso unico con Dio. L'Ebreo, d'altro lato, non vuole diventare un Gentile. Per lui l'idea di diventare parte di qualcosa che ha causato tanto dolore ai suoi antenati e a lui stesso è da abortire. In più il Cristianesimo appare illogico agli Ebrei. Pensano che nessuna persona logica può capirlo perché loro non lo capiscono. Questo è un errore comune tra tutti i non credenti che cercano di capire la fede per mezzo dell'intelletto. Non capiscono che gli esseri umani sono costituiti di tre parti: un corpo fisico, una mente (o anima) e uno spirito.
Ognuno capisce cosa è il corpo. Si è un po' meno sicuri su come funziona la mente, ma la maggior parte della gente non sa nemmeno che lo spirito esiste, e ancora meno come funziona. È la parte meno tangibile di una persona. Ma probabilmente è la più importante che continua a esistere per sempre.
La ragione per cui la maggior parte delle persone non si rende conto di avere uno spirito sta nel fatto che esse non ne fanno uso. Il loro spirito è sommerso sotto l'intelletto. Quando la ragione domina sullo spirito, lo spirito cessa di funzionare. È morto a tutti gli effetti. È importante indagare come mai lo spirito dell'uomo abbia raggiunto questa condizione. Dopo si potrà capire cosa fare per farlo rinvigorire.
Originariamente, Adamo ed Eva erano in perfetta armonia con il Signore Iddio. Ma essi scelsero di credere alle false promesse di Satana. Fedele a se stesso, Satana mentiva. Disse loro che se avessero preso la conoscenza di come funzionano le cose dell'albero proibito, sarebbero diventati come Dio. Qui, per la prima volta, le prime due persone di questa terra si trovarono di fronte ad una decisione morale: credere Dio o credere Satana. Adamo ed Eva credettero la bugia di Satana. Presero il frutto dell'albero della conoscenza, ma non divennero simili a Dio. A causa della loro trasgressione, furono separati da Dio. Per risolvere i loro problemi si basarono esclusivamente sul loro intelletto. E questo li allontanava sempre più dal Signore. Più usavano il loro intelletto e meno esercitavano la fede.
Questa è stata la condizione umana per molti anni. Satana si era dimostrato più forte dell'uomo, tuttavia l'uomo aveva la promessa che un giorno sarebbe venuto un Messia che era più forte di Satana. Tale uomo era il falegname di Galilea. Prendendo su di sé quanto di peggiore era in Satana, lo sconfisse.
Egli scelse di sacrificarsi pagando la penalità per gli uomini in modo che essi potessero venire giustificati davanti a Dio. Così come un uomo, Adamo, aveva combinato un grave imbarazzo per l'umanità, un altro uomo, Yeshua, ce ne liberava.
La debolezza di Adamo mandò l'uomo lontano dalla sua tranquilla dimora. La forza del Messia è il mezzo per ritornarvi. L'umanità è libera di fare la scelta: mettersi dalla parte di Adamo o dalla parte di Yeshua. Chi vorrà seguire? Sulle orme di chi vorrà mettersi l'umanità? Sarà fedele ad Adamo o al Messia?
Quando l'umanità capisce ciò che è accaduto sulla croce (albero), allora può avere la certezza che Satana è stato sconfitto. Se un Uomo ha avuto la capacità di sconfiggere Satana, anche il resto dell'umanità, grazie a Lui, può mettergli i piedi in testa. In Yeshua, l'umanità ha una sorta di fratello maggiore al quale può rivolgersi quando ha bisogno di aiuto. Una volta che si accetta questo aspetto, si riesce anche ad esprimere al Signore il proprio rammarico e pentimento per le colpe del passato. Accettare il Messia con gli occhi della fede può farci riguadagnare il dominio sopra i sensi che originariamente ci era stato dato. E dopo è possibile nuovamente una alleanza e una comunione con il Signore.
Ora possiamo quindi vedere che per essere membri della famiglia del Signore non dipende dalla nostra genealogia o dall'affiliazione con una particolare chiesa o sinagoga. Per la sua rinascita spirituale l'uomo ha bisogno di essere in unione con il Padre che è la sorgente dello spirito che è in noi tutti. Ciò può avvenire attraverso il pentimento e il credere che il sangue del sacrificio del Messia ha esaurito tutto quello che c'era da fare. E questo va chiarito per i non credenti sia Ebrei che Gentili.
Quando lo spirito di una persona si risveglia allora il suo spirito collabora con lo Spirito Santo di Dio. Quando gli spiriti degli uomini collaborano con lo Spirito del Grande Armonizzatore, essi sono anche in collaborazione fra loro. Allora Ebrei e Gentili sono in unione nello Spirito.
Molta gente che rifiuta la rinascita spirituale, più semplicemente, non ne ha mai sentito parlare. Similmente la maggior parte degli Ebrei non è che ha rigettato il Messia, ma semplicemente non Lo conosce o non Lo capisce. E questo è dovuto al fatto che il Cristianesimo è stato presentato con una falsa immagine da quelli che non erano rinati nello Spirito, e quindi non sapevano neanche loro che cosa significa. Per 2000 anni circa c'è stata una barriera non necessaria tra Ebrei e Gentili. Nessuno ha mostrato interesse ad abbattere questa barriera. Ora è il Giudaismo Messianico che provvede una zona franca al centro per cercare di portare a compimento quel che non è stato compiuto con la coercizione.
In un certo senso, il Giudaismo Messianico dice che i Cristiani credenti possono godere di una più piena e più ricca fede quando la riscoprono nel suo contesto originale. Similmente gli Ebrei possono vedere la pace e la gioia che è a loro disposizione, mentre continuano ad essere Ebrei. Nessun Ebreo ragionevole può rifiutare di avere una relazione personale con il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe specialmente quando si vede che la si può avere senza rinnegare il proprio ricco retaggio di tradizioni e di cultura.
Con il tempo entrambi i gruppi capiranno quello che possono prendere l'uno dall'altro. I Gentili vorranno godere la ricchezza del Giudaismo e gli Ebrei verranno ad apprezzare pienamente la saggezza del Nuovo Patto. Allora veramente Ebrei e Gentili potranno essere in unione nello Spirito.
E per quanto riguarda gli scopi che il Signore si prefigge, naturalmente c'è ancora qualche altra cosa nel mondo fisico per ogni individuo. Sebbene mani e piedi abbiano diverse funzioni, pure sono sempre parte dello stesso corpo. Allora auguriamoci che presto verrà il giorno in cui i Cristiani saranno grati agli Ebrei per aver preservato la Parola di Dio e gli Ebrei apprezzeranno i Cristiani per avergli mostrato il completamento del Giudaismo. Forse non tutti riusciranno a capire immediatamente il Giudaismo Messianico. Ci saranno Cristiani pronti ad accusare erroneamente gli Ebrei Completati di voler giudaizzare i credenti. Ma tale accusa sarebbe errata. Già 1900 anni fa c'erano in Galazia degli Ebrei che insistevano che i Gentili dovessero rispettare le forme esteriori delle cerimonie della sinagoga. Volevano rendere i rituali giudaici un requisito per la salvazione. Giudicando dalle apparenze potrebbe sembrare che anche oggi gli Ebrei Messianici insistano sulla stessa cosa. Ma non è così. Gli Ebrei Completati partecipano nell'osservanza dei riti giudaici solo perché lo preferiscono, ma non è un obbligo. Né è l'osservanza dei riti che prepara la via del paradiso. È solo una forma di espressione che viene scelta, ma non è forzata su nessuno. Il Signore Iddio vede e apprezza l'atteggiamento dell'animo.
Gli Ebrei Messianici hanno capito che la Legge di Mosè era un mezzo con cui il Signore voleva mostrare che gli uomini, per loro natura, non riescono a vivere degnamente, al Suo alto livello. Ma quando il Signore si rivela, intenerisce il cuore e questo rende più facile seguire la Sua volontà. Quando ciò accade, le caratteristiche della natura umana si attenuano e si diventa più simili alla natura di Dio che è di amore totale. Allora le Sue leggi si imprimono sui cuori umani che sono diventati come delle tavolette di carne analoghe alle tavole di pietra su cui originariamente il Signore incise i Suoi comandamenti.
Una volta che Yeshua portò a compimento tutti i simboli già adombrati nelle vicende del popolo Ebraico, il Codice Mosaico non era più necessario; infatti per gli Ebrei Messianici la molla principale dello loro fede è il Messia stesso, che è la sostanza della loro fede e non un'ombra.
Nell'ambito della Legge Mosaica vi sono istruzioni per osservare le varie festività per sempre. Tutti i credenti osservano queste sante feste anche quando celebrano il Messia. Egli è la loro Pasqua (in Ebraico Pesah vuol dire passaggio). Egli è la loro Pentecoste. Egli ha realizzato completamente il loro giorno dell'Espiazione (Kippur) e i credenti potranno dimorare nel Suo Tabernacolo per sempre perché questi santi giorni dureranno in eterno. Yeshua, con le Sue azioni portò a compimento la legge e divenne la personificazione della legge di Dio. Mantenere una identità ebraica nelle cerimonie è in accordo con le Scritture.
È anche utile ricordare questo quando si discute di questioni spirituali con parenti ed amici. È quasi un'ironia che i veri Cristiani, in buona fede, non vogliano assolutamente parlare di cerimonie di sapore giudaico, ma dopo cadono essi stessi nella medesima trappola. Farebbero tutti bene a riflettere su quanto era nel giusto Saulo (Paolo) nel voler rimuovere tali ostacoli davanti a probabili credenti di estrazione Gentile.
Infatti quelle cerimonie e i simboli del rituale ebraico erano completamente aliene e prive di significato per la cultura Ellenistica. Quanta lungimiranza e saggezza mostrò Paolo nel vedere che nulla deve ostacolare la strada di chi si vuole avvicinare a capire i concetti del Messianismo, e che l'insistere nel mantenere gli ostacoli, in effetti affligge lo Spirito Santo!
Tuttavia questa stessa situazione esiste ancora oggi in senso inverso. È chiamata “Gentilizzazione”. 2000 anni fa erano gli Ebrei i custodi della verità di Dio. Alcuni di loro insistevano che i Gentili si dovessero uniformare a molte delle loro tradizioni, abitudini e istituzioni. Volevano che i Gentili diventassero delle appendici delle loro già stabili sinagoghe.
Oggi le chiese gentili insistono che quando gli Ebrei diventano credenti devono abbracciare le loro istituzioni, frequentare le loro chiese e osservare i loro riti che sono alieni alla loro cultura tradizionale. È la solita vecchia controversia! Lo stesso errore fatto dai Galati. Non abbiamo anche oggi dei moderni Farisei che credono di possedere esclusivamente il loro Gesù e Lo vogliono solo per i Gentili? In effetti i Gentili insistono che gli Ebrei si avvicinino alla fede solo attraverso le regolari istituzioni della Chiesa ufficiale. Ma non dovrebbe essere più importante portare la Parola di Dio fino all'ultima “pecora smarrita” della casa di Israele? E anche contrario a questo fine sarebbe cercare di attuare una giudaizzazione dei Gentili. Purtroppo anche questo viene fatto e talvolta costa l'allontanamento di quelle anime che pur si sentono intimamente vicine allo spirito ebraico.
Quale procedimento consiglia il Maestro Saul? Probabilmente suggerirebbe quello che fece lui stesso in circostanze simili: non permettere alle differenze culturali di diventare un inciampo così insormontabile da impedire a chiunque di avvicinarsi a Dio ed avere una relazione con Lui ben impostata.
La forma è meno importante della sostanza. Paolo desiderava essere tutto per tutti e in maniera tale che alcuni potessero sentirsi più inclini ad indagare la Verità.
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